giovedì 14 aprile 2011

Traffici di animali verso la Germania? La nostra storia.

Navigando on line qua e là ci imbattiamo spesso in soggetti, sempre gli stessi, che prospettano scenari apocalittici per ogni singolo cane o gatto che dai nostri lidi venga portato nel Nord Europa. Siamo certi che come in ogni attività umana, anche qui ci siano persone disoneste fra quelle per bene che operano nell'interesse degli animali. Ogni abuso deve essere perseguito, ma ci rifiutiamo di lanciare allarmi senza prove, o di attaccare volontari connazionali vari che si adoperano soprattutto per i cani di canile. Ci piacerebbe sapere se le persone che aggrediscono on line il lavoro di altri abbiano mai visitato qualche realtà oltre frontiera o se si limitino a urlare le loro opinioni dietro ad un PC, o sapere quanti animali siano mai riusciti a far adottare su suolo italiano o se almeno si siano impegnati in tal senso. Ci piacerebbe poi vedere queste persone in prima linea a bussare alle porte dei comuni che pretendono di spendere 1 euro, 1,50 euro a cane al giorno onnicomprensivi, o che poi non rimborsano ai canili privati convenzionati le spese veterinarie, senza avere mai cercato di risolvere il problema del randagismo a monte, con controlli a tappeto dei chip e incentivi alle sterilizzazioni. Ancora tutto ciò non ci è capitato.

Qui vi vogliamo raccontare la nostra esperienza quando un anno fa due cagnoline del locale canile (privato) furono adottate da cittadini tedeschi. Non vi postiamo ciò che scrisse la locale sezione ENPA (Ancona) nella persona del suo Presidente Marcella Falà, perchè lo troverete on line postate dai soliti tre, quattro soggetti avvezzi a parlare come parlano in mancanza di altro da fare. Nè vogliano entrare nel merito di ogni singolo trasferimento di cani dall'Italia al Nord Europa perchè non siamo l'Interpol. Vi vogliamo raccontare soltanto la nostra storia e come è andata a finire.


Azzurra e Ronia L’anno scorso in modo superficiale l’ENPA di Ancona aveva lanciato un allarme circa l’esportazione di cani dal canile convenzionato col Comune di Senigallia, alla Germania, dove questi cani sarebbero stati destinati ad esperimenti. A questo allarme è seguito addirittura un esposto alla Procura della Repubblica sostenuto da un locale consigliere di opposizione che proclamò anche un’interrogazione, mai avvenuta, in Consiglio Comunale su questo “traffico”. Per quanto ne sappiamo nessuno ha indagato su questi presunti traffici, dato che nessuno ci ha “interrogato” come persone decisamente informate sui fatti.
Così ci siamo sentiti in obbligo di tranquillizzare quanti si siano preoccupati per questo. Vorremmo tranquillizzare anche la direzione del canile convenzionato, che tramite il suo avvocato e dalle pagine di un giornale aveva riferito di dubbi in merito a queste adozioni, dubbi per altro, a noi mai esternati, avendoci invece parlato dei canili tedeschi come di canili a 5 stelle e del popolo tedesco come di un popolo con un livello di attenzione agli animali superiore al nostro.

A distanza di un anno, siamo partiti, armati di una telecamera, alla volta del Paese delle Valchirie alla ricerca delle nostre cagnoline ed abbiamo scoperto … l’aria fritta! Cioè, che le nostre cagnoline sono vive e vegete e se la spassano alla grande! Una volta arrivate a destinazione abbiamo spiegato dei problemi che avevamo avuto a Senigallia, una città storicamente amica dei tedeschi per motivi turistici, con tanto di gemellaggi con città teutoniche, ma che si è fatta convincere di pericoli immaginari, almeno in questo caso, dal can can sollevato.

Le famiglie adottive ci hanno permesso di effettuare tutte le riprese che volevamo.
Qui trovate le brevissime sintesi di ore di registrazione:







Azzurra era stata accalappiata sul territorio del comune di Senigallia senza microchip e quindi messa in canile nel 2008. Dopo circa 2 anni è stata data in adozione dal canile (e non dai volontari) ad un cittadino bulgaro residente in Osimo.

Dopo circa un mese in seguito ad un controllo da noi richiesto alle Guardie Zoofile di Legambiente la cagnolina è stata trovata in un sottoscala, all’aperto, legata con il guinzaglio (lungo un metro!) affinchè non scappasse. Il proprietario ha detto di non voler mettere un cancello alla recinzione perché la casa non era di sua proprietà. La cagnolina inoltre non poteva stare in casa perché la moglie non gradiva la sua presenza, e dopo un altro mese è stata restituita al canile.

Ronia e Azzurra in campeggioOra, in seguito alla sua contestata adozione, vive con due gatti, provenienti dalla Spagna, in un piccolo appartamento con una coppia di amici bipedi, e va in vacanza in camper, come si vede in alcune fotografie che gentilmente ci hanno dato. Quando i proprietari lavorano lasciano la cagnolina con i genitori di uno dei due, nella casa a fianco, dove c’è un’altra cagnolina sua amica, anch’essa di provenienza spagnola, così che la cagnolina non è mai sola.

Sofia invece, per fortuna è stata poco in canile. Ora vive in compagnia di altro cane di provenienza spagnola. Nel video che la riguarda si vedono due medagliette attaccate a ciascuna delle pettorine di questi cani: una con numero di telefono e indirizzo del proprietario e di un amico di questi, per sicurezza, ed una con l’indicazione dell’avvenuto pagamento delle tasse comunali. Come si vede hanno un loro sistema di tracciabilità dei cani, anche se diverso dal nostro.


Abbiamo visitato anche un canile vicino a Francoforte, osservando un livello di attenzione e di cura che non abbiamo quasi mai trovato nei canili che conosciamo. Innanzi tutto non era sovraffollato, i box puliti, nessun odore, ceste in resina con copertina, termosifone (funzionante) in ogni box, scheda identificativa del cane su ogni box, i cani portati a spasso fuori dal canile da volontari molto numerosi rispetto al numero dei cani, uno spazio per accogliere i conigli e un altro per accogliere i gatti che sembrava una villa. Capienza del canile: 30 cani, oltre ai gatti e ai conigli e 11 aree di sgambatura. Mai vista una cosa così. Abbiamo visto in questo canile solo rottweiler, pitbull, pastori tedeschi e loro incroci, solo un cane sui 12 chilogrammi appena arrivato, altrimenti tutti cani grandi o razze come i molossi, per i quali occorre pagare tasse comunali molto elevate. Ho chiesto come mai, facendo notare che da noi abbiamo cani anche di taglia piccola, un’infinità di meticci di tutte le dimensioni che non vuole nessuno e che rimangono in canile anche 10 anni. Sono rimasti molto sorpresi di sapere questo, perchè, sostengono da loro cani così, anche di una certa età, trovano abbastanza facilmente casa. Crediamo che sia il risultato dell’evoluzione della cultura di un popolo: d’altra parte se da noi è vietato sopprimenere i randagi dal 1991 in Germania lo è dal 1972.

Sofia e Roberta BenigniA proposito di “cultura”, durante la nostra permanenza abbiamo frequentato due caffetterie-panetterie ed un ristorante e vi abbiamo trovato cani anche di taglia grande al seguito dei loro proprietari educatamente in attesa degli stessi. Nei video indicati si vedono appartamenti, anche in condominio, in cui vivono i cani anche se c’è il parquet, moquette o tappeti.

Parlando con le persone che hanno adottato le nostre cagnoline, con loro amici, con una associazione che gestisce il canile di cui ho raccontato sopra vicino a Francoforte, abbiamo incontrato altre persone con i loro cani e appreso altre informazioni. Abbiamo incontrato una signora con un cane di piccola taglia preso dal Portogallo, un ragazzo che ha adottato due cani dalla Grecia, un altro che ha adottato un cane da un canile vicino alla nostra Assisi, un cane spagnolo nel canile che abbiamo visitato.

Viene spontaneo domandarsi, come è successo a me, perché i tedeschi dovrebbero voler dare in adozione i nostri cani o quelli greci o romeni o spagnoli e non i loro. Se tutti i canili hanno solo i tipi di cani che ho visto io, un po’ “difficili”, è ovvio che riescano a far adottate i nostri “meticci qualsiasi”. Certamente il solo canile che ho visitato non fa statistica, ma vale la pena di capire la loro realtà. In realtà forse non c’è proprio niente da domandarsi se anche noi in Italia “importiamo” cani dalla Spagna o dalla Romania, per sottrarli ai loro destini. Anche se di cani siamo pieni, pieni i canili e pure le strade del Sud Italia.
Ma, gli scettici diranno, da noi i cani non li sopprimiamo quindi non c’è da salvarli da niente. Non li sopprimiamo ma li chiudiamo nei canili per tutta la via, e certi canili sono finiti sulle pagine di tutti i giornali: per i tedeschi noi siamo il paese dei canili lager, che è una visione un po’ riduttiva della realtà italiana, come tutte le generalizzazioni.

Apriamo una parentesi per dire che ci piacerebbe tanto che i problemi degli animali randagi venissero risolti nei paesi di origine, senza "esportare" animali, ma nell'attesa che il mondo diventi un bel posto dove vivere, anche per gli animali, pensiamo che valga la pena di salvare qualche vita qua e là da morte certa, violenta o dopo anni di inedia in canile.

A questo punto su questa penosa vicenda dei presunti traffici di animali, che ha diviso un mondo, quello animalista, che certamente non ha bisogno di divisioni, viste le mille difficoltà, vogliamo mettere definitivamente la parola fine. Adesso l’onere della prova spetta ai detrattori e noi non abbiamo più nulla da dire se non … saluti dalla Germania!